Educazione elementare

Era luminoso, i parafanghi cromati avvolgevano gomme spesse e scanalate finemente come un 45 giri d’annata. La lunga sella era lucida, di plastica candida, come bianco era il manubrio verniciato e sagomato come le corna di bufalo. Sì, è stata la mia prima bici, vaghi e indistinti ricordi dell’infanzia, fatti di rotelline, slalom tra gli ostacoli naturali, e vento tra i capelli. Mio padre mi insegnò a compiere i primi giri di pedale nell’aia di una cascina, guidandomi mentre barcollavo procedendo su un terreno irregolare.
Mi ribaltai per la prima volta su questa bici. Mi ricordo ancora della prima volta che mio padre letteralmente mi lanciò, provando il primo e orgoglioso moto violento di guidare e pedalare da solo, senza le rotelline altrimenti provvidenziali fino poco prima. Ero colmo di fiducia, estasiato, procedendo indipendente sul prato. Fino a quando non caddi. E rimasi perplesso, a gambe all’aria nel prato, con lo sguardo rivolto verso un cielo estivo color indaco. E piansi, come un bambino è avvezzo fare quando è frustrato e deluso. Non è semplice, procedere in equilibrio solo su due ruote. Ma se il mio vicino di casa di sei anni procedeva già sicuro salendo e scendendo dalla rampa del garage, allora, dannazione, io sarei riuscito prima o poi a fare un giro intorno al quartiere senza conficcare i miei denti nell’asfalto. Leggi tutto “Educazione elementare”