Texture

Texture

Improvvisamente la strada si fa più agevole, le gambe girano più fluide. Automaticamente passo a un rapporto più duro, mi risiedo sulla sella. Ho appena cambiato valle, è appena cambiata la texture dell’asfalto.
Ogni comune, a volte ogni frazione, ha il suo modo di asfaltare le strade secondarie, ognuno ha la propria idea di asfalto ideale, di perfetta pavimentazione. Per il ciclista, questo si traduce in un piccolo scalino quando il confine viene attraversato, e in una nuova sensazione in sella. Continua a leggere “Texture”

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Life is a cycle

Life is a cycle

Sicuramente uno dei più grandi piaceri della vita è far girare le ruote là fuori, sui nostri gloriosi sentieri, superando di slancio il meandro di strade asfaltate e rotatorie, prima di arrivare ai campi e alle colline ondeggianti che si stagliano di fronte a noi, spruzzati di fiori e baciati da un caldo sole. Beh, lo sarebbe se solo avesse smesso di gelare. Eppure, nonostante il passatempo nazionale di chi agonizza a casa dispiacendosi del clima avverso, ci devono essere altri motivi per cui sono solo una minima percentuale dei biker esce in condizioni avverse. Prendiamo esempio dai britannici, se pedalassero solo nelle giornate asciutte, le loro uscite in bici non coprirebbero neppure un mese l’anno… Continua a leggere “Life is a cycle”

Terapia d’urto

Terapia d’urto

Ore otto. Domenica mattina. Un’aria da funerale permea il salotto a dispetto di un’incredibile promessa di tiepida giornata autunnale in grado di vincere velocemente la gelata notturna. Un’altra notte priva di sonno ristoratore, un’altra alba salutata con occhi vuoti e stomaco affamato. Arrancando verso il we di lavoro con la familiare tazza di caffè in mano, con il suo gusto amaro che permea il palato.
Considerate una coltre d’indifferenza passiva. Veste malamente sulla maschera di disagio ma cela quel tanto che consente al prossimo di non rendersi conto di nulla. Mio zio, i cui occhi sono quelli di chi la sa lunga, vede subito attraverso essa: “Non hai dormito? Un altro we a divertirsi, eh?”, ha sussurrato in modo comprensivo proprio nel momento in cui alla radio passava Tom Waits. “Misery’s the river of the world, everybody row, everybody row…” Continua a leggere “Terapia d’urto”

L’arte dell’ascesa

O a proposito della pena minima obbligatoria nel mountain biking

Sono uno stupido, lo ammetto.
Come un qualche tipo d’insulso masochista, mi sottopongo ad alti livelli di fatica e sofferenza. Digrigno i denti. I polpacci piangono. Il cuore si gonfia. Il mantra “Dai cazzo!” echeggia in un cervello svuotato di sangue e ossigeno. Quattro ore di ascesa implacabile, superando i compagni di pedalata con lo scollinamento al passo che non è ancora a portata di sguardo. “Perché sono qui?”, “che cavolo sto facendo”, “odio i miei amici” sono i vaneggiamenti della delusione e dell’angoscia. Ma, non importa quanto sia stupida, non c’è altra scelta che continuare. L’alto è l’unica direzione verso cui procedere.

Straziandomi, la mia sella sfrega fino quasi a scorticare il mio deretano. L’avvicinarsi dei crampi minaccia di impossessarsi di ogni mio arto in movimento per congelarlo come nel rigor mortis. Il suddetto cuore si sente come se dovesse saltare fuori dalla mia gonfia gabbia toracica quasi come un alien impiantato per correre poi zuppo di sangue fino al letto. Il respiro è continuamente soffocato dallo sforzo di far correre le ruote senza rallentare. Scalo invano la marcia, rendendomi conto che sono già sul rapporto della vergogna, ma in qualche modo spero che un pignone più grande magicamente appaia sul mozzo posteriore della mia stanca cavalcatura. Guardo indietro per capire se il disco del freno sfrega dentro la pinza. Quando mi rendo conto, per la ventesima volta, che il pignone magico non esiste e che i miei freni sono a posto, mi alzo sulla sella, semplicemente per vedere se mi farà meno male, e la mia ruota posteriore scivola sul ghiaietto. Perdo l’equilibrio e, come una pallina da flipper ubriaca, scarto bruscamente tra le rocce e il bordo del sentiero, aggiungendo metri non necessari a una già epica scalata.
Questa è la salita, e proprio ora, se potessi, me ne sbarazzerei insieme a tutta la mia bici. Continua a leggere “L’arte dell’ascesa”