L’importanza di sognare in grande

L’importanza di sognare in grande

Credo che chiunque abbia un approccio ludico e spensierato all’outdoor, mountain bike compresa, conservi in un angolo della propria mente la capacità di sognare… o meglio, di sognare in grande, immaginare se stessi mentre si sta compiendo un’impresa epica. Desiderare di spingere a tutta sulla A-Line di Whistler, arrivare indenni alla fine del Val del Diaol di Torbole, mangiarsi in un sol boccone gli ennemila tornanti della Romantica a Santa Caterina Valfurva… o forse si vuole solo essere un alpinista, uno sciatore, o un mountain biker. Oppure sposare la donna della propria vita, visitare le sette meraviglie del mondo moderno, o scrivere un best seller… Continua a leggere “L’importanza di sognare in grande”

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Quell’ultimo sporco minuto

Quell’ultimo sporco minuto

È passato tanto tempo dall’ultima gara a cui ho partecipato. Penso fosse una competizione informale, una Mini TransProvence organizzata durante il press camp Mavic di fine inverno 2013: due giorni nei dintorni di Peillon, nell’entroterra di Nizza.
Una bella idea del marchio francese, quello di cronometrarci lungo le prove speciali ufficiali dell’edizione precedente… e anche se è stata una gara sui generis, ho sempre odiato l’ultimo minuto prima della partenza… anche se a dare il via nove volte su dieci era il mitico Fabien Barel!
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Di Gazzetta e mountainbike

Stasera  è stata pubblicata una news, in home page, sul sito della Gazzetta, dall’eloquente titolo “Mountain bike, maresciallo si dà malato e vince l’oro in mtb: a giudizio”. Non vi tedio con il contenuto dell’articolo, citando solo che il presunto malato ha vinto una gara di Coppa del Mondo mountainbike a Folgaria… Un italiano che vince una gara di coppa del mondo? Che bello! Ma probabilmente era una gara minore di un circuito dedicato ai militari… certo che le scarse notizie riportate e l’altrettanto insoddisfacente precisione nel redarlo non aiutano, ma probabilmente è colpa della fonte, visto che su tutti i media consultati, a cercare maggiori info, si trovano quasi le stesse identiche parole e informazioni… :-/ Continua a leggere “Di Gazzetta e mountainbike”

La ricerca della felicità

La ricerca della felicità

Era una sera fredda e umida, di fine dicembre, intorno alle cinque. Orione sta sorgendo nel cielo orientale, preparo una borraccia di tè caldo e prendo la mia bici dal garage. Guanti, giacca e calze invernali, non manca nulla.
Nemmeno gli auricolari collegati al telefono, e l’album Ukulele Songs pronto a essere ascoltato in loop. Con il semplice suono della voce e dell’ukulele di Eddie Vedder nelle orecchie e nella testa, metto il naso fuori di casa, nella buia campagna appena fuori della città. Continua a leggere “La ricerca della felicità”

Carattere intrinseco

Carattere intrinseco

Le cose migliori della bicicletta sono gratuite. Cifre a sei zeri potrebbero lubrificare gli ingranaggi dell’innovazione nell’industria ciclistica, ma per il ciclista di tutti i giorni è più vero il contrario. Meno soldi hai da spendere sulla bici che stai allestendo, significa più tempo dedicato a spremere le meningi, e di conseguenza le tue soluzioni saranno più creative. Questo è ciò che rende le bici restaurate così uniche e appaganti.

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Castelli in aria

Castelli in aria

Pasquetta. È tempo di abbuffate fuori porta. Un appuntamento fisso annuale che ha la familiarità confortevole del ritrovo tra amici. La griglia è avviata, c’è la coda per la prima salsiccia pronta e, senza un motivo particolare, tutti sono stipati in cucina. Nell’attesa ci si intrattiene con storielle che erano tutt’altro che divertenti quando sono accadute, ma ormai sono così rimaneggiate da far star male dal ridere. “Ti ricordi quel giro dove ‘ancora una salita’ significava in realtà ‘quattro colline prima che inizi la vera salita? ’” Questa storia viene immediatamente superata da quella in cui l’amico del cugino dell’amico, spegnendo il cervello, ha tentato di entrare nel garage con la mtb sul portabici.
A un certo punto, tra una birra superlativa e una più a buon mercato, le conversazioni sono tranquillamente passate dal rievocare il passato al fantasticare sul futuro. Si arriva a sera, con il tavolo della cucina coperto da cartine di sentieri, vecchie riviste zeppe di ‘orecchie’ sulle pagine a mo’ di segnalibro, e qualche cartone di birra colmo di bottiglie vuote. Continua a leggere “Castelli in aria”