La vera realtà

Sempre connessi, sempre collegati. Benvenuti nell’era digitale, dove siamo circondati da schermi in cui ci specchiamo negli altri. L’uomo comune sta di fronte a quello della televisione, del computer o del proprio smartphone per almeno 50 ore a settimana.

Il fiabesco greto del Rio Crenna, lungo l'Anello degli Eremiti che tocca San Ponzo Semola e Sant'Alberto di Butrio
Il fiabesco greto del Rio Crenna

Sarà un giorno triste quando zappa e piccone – strumenti cari ai trail builder – diventeranno obsoleti perché nessuno saprà più usarli. Se Facebook fosse una nazione, sarebbe quella con la più alta popolazione al mondo, mettendosi dietro a Cina e India. Una popolazione che ama farsi i fatti altrui, sparare sentenze, e condividere foto che non interessano nessuno (o quasi). La televisione e il mondo musicale non stanno meglio, dominati come sono dai talent show e da canzoni usa e getta che non durano nemmeno la sola estate per cui sono nate. Tutto sembra costruito sul product placement, sul televoto che premia la faccia più carina se non la più ruffiana. Una visione catastrofica, lo ammetto, che nemmeno Orwell aveva saputo prevedere nella sua distopia 1984.

Meglio che non ci pensi, che mi concentri solo sulla mia bici. C’è un percorso vicino a casa mia che sale sino a 700 m di quota, attraversando frutteti e vigneti per poi inoltrarsi in castagneti sino a sbucare su calanchi a picco sulla vallata sottostante. Inizia morbido per poi inerpicarsi ripido chiudendo su sezioni rocciose al limite del ribaltamento, con grandi massi che emergono da un fondo di sabbia antichissima… sì, ancora prima dell’avvento dell’uomo, qui c’era l’oceano. Do tutto me stesso, sento il sangue pulsare veloce tra le tempie, un ritmo frenetico che mi aiuta a ripulire il mio cervello da tutte le stronzate della quotidianità. Talvolta osservo da lontano il transito dei cinghiali, o qualche rapace volteggiare in cielo. Pochi mesi fa ho avuto un incontro ravvicinato con un gruppo di caprioli, una scena epica che si vede solo nei film… una coppia di esemplari che attraversava come danzando un prato in controluce. Esemplari magnifici, quasi dipinti sullo sfondo tanto era la loro bellezza, con il flessuoso corpo ricoperto da una pelliccia lucente. Sono poi scomparsi nel bosco, senza emettere alcun suono, così rapidamente come erano comparsi.

A volte mi fermo solo per osservare le rocce e gli alberi. Mi aiuta a ricordare dove mi trovo, che non sono sempre circondato dagli orpelli del nostro mondo meccanizzato e iper-connesso. Quando è stata l’ultima volta che vi siete soffermati sull’ambiente che stavate attraversando? Potreste essere davvero sorpresi dalla ricchezza di ciò che ci sta attorno, e questo potrebbe anche cambiare il modo in cui girate in MTB.

A volte mi inoltro su un sentiero sconosciuto, uno di quelli che non stanno sulle mappe più recenti. A volte potrebbe semplicemente svanire, da un momento all’altro, trovandomi di fronte a un bosco fitto o a un dirupo. Talvolta invece è una vera rivelazione, un incontro inaspettato con la pura anima della natura selvaggia facendo il senso di meraviglia in tutta la sua potenza. Terra, erba, roccia e radici non sono mai stati così gustosi e pieni di colori. È arrivato il momento di staccare la spina e riconnettersi alla realtà più vera e genuina.

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