Facile come andare in bici

L’avrete ascoltato centinaia di volte: i sapientoni che usano la frase “è facile come andare in bicicletta” per descrivere un compito svolto con semplicità. Questi signori so-tutto-io devono vivere in lande perennemente baciate dal sole dove puoi andare in bici tutto l’anno. Perché quelli di noi che soffrono lunghi periodi d’inattività non si liberano tanto facilmente della “ruggine invernale”. In realtà, ogni inverno ci dimentichiamo quasi del tutto come si va in bici. Leggi tutto “Facile come andare in bici”

Plasmati dalle montagne

Ho lasciato una fetta della mia elaborata e personale visione del mondo dentro il bar, dove mi sono trovato con i compari di sempre per un caffè prima di uscire in mtb. Come abbiamo incrociato i sentieri in una grigia e umida mattina autunnale, ognuno di noi si è calato nel suo personale approccio a quello che avrebbe riservato l’uscita. Ognuno pronto a farsi prendere a calci in culo a modo suo dalla prima, lunga e ripida ascesa.
Le chiacchiere si sono esaurite ben presto nelle nostre bocche, perdendo l’iniziale funzione di collante per il gruppo. Ci siamo distanziati subito quando la salita è cominciata, l’elastico si è allungato, ben teso da quello arzillo a quello con i postumi della sbronza, passando per il poco allenato e per quello stanco. Quell’ascesa avrebbe avuto un significato diverso per ognuno di noi, secondo l’utilità in quel preciso momento.
Durante il ricongiungimento del gruppo nel quieto e nebbioso bosco, con il vapore che usciva lieve dai nostri caschi e il primo sudore del giorno che cuoceva all’interno delle nostre giacche, un amico ha commentato come proprio questa ripida ascesa, quella sommità appena raggiunta, era stata il suo primo assaggio di mountain bike un paio di anni prima, e come il suo mantra di sofferenza durante la salita fosse stato “se questa è la mountain bike, allora ve la potete tenere! Quando arriviamo in cima, se io arrivo in cima, non voglio più avere a che fare con questa merda!” Invece di abbandonare la mtb, è arrivato al punto di papparsi in un sol boccone la salita odierna, trasformando ascese come questa nella sua personale sfida – in parte musa ispiratrice, in parte padrona opprimente, e in parte semplicemente dislivello guadagnato – e diventando intimo con nozioni come il dolore e la trazione, fino a trasformarsi in un rider molto diverso. Un vero biker. Un biker plasmato, in qualche modo, proprio da questa montagna. Leggi tutto “Plasmati dalle montagne”