Agonismo e divertimento, un connubio impossibile? – Contrappunto

Contrappunto (*)
Sono un agonista, sotto ogni punto di vista. Vivo per andare veloce. Guido veloce, parlo velocemente, provo a pensare velocemente e, naturalmente, ho sempre guidato la mia bici il più velocemente possibile. Registro le mie prestazioni con il software GPS integrato nel mio smartphone e sui diari di allenamento, e cerco sempre di andare più veloce.

Allora, cosa pensare dei ragazzi che bevono birra a fine giro, che spendono più tempo a chiacchierare a bordo sentiero che a girarci? Comprano tutti i prodotti più recenti e più fighi, ma non gliene frega niente delle prestazioni. Chi sono questi rider, e cosa gli fa pensare che possono girare sui miei stessi sentieri?

Agonismo e divertimento, un connubio impossibile? – Punto

Punto (*)
Racer depilati in lycra spesso mi passano sul sentiero. Ma chi se ne frega? Possono anche andare più forte di me, ma io sarò là fuori per tutto il giorno. Non mi preoccupa spremere i muscoli in vista della prossima seduta d’allenamento, perché non mi alleno. Mi ritiro da questo “sport”. Tale visione distoglie dalla maestosità del trail. Prendo a calci questi rider del nuovo sogno americano: corri, corri, corri! Possono raggiungere risultati importanti da un certo punta di vista ma ottengono poco da un altro, quello della qualità della vita.
Certo, sprinto sempre con i miei amici a fine sentiero. Mi aggrappo anche alla loro ruota posteriore e cerco di spingerli fuori dallo stretto single track per balzare in testa se l’umore è quello giusto. Ma quando cala l’impeto, è più divertente prenderci il nostro tempo. Ci fermiamo per nutrirci e parlare di come ci siamo quasi cappottati su quell’ultimo drop. Aggrediamo sezioni incazzate una dopo l’altra, poi ci fermiamo prima di grossi salti fino quando non riusciamo a chiuderli perfettamente, fino a quando l’esecuzione non è pulita e nitida come l’immagine che si siamo costruiti nella mente.

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Educazione elementare

Era luminoso, i parafanghi cromati avvolgevano gomme spesse e scanalate finemente come un 45 giri d’annata. La lunga sella era lucida, di plastica candida, come bianco era il manubrio verniciato e sagomato come le corna di bufalo. Sì, è stata la mia prima bici, vaghi e indistinti ricordi dell’infanzia, fatti di rotelline, slalom tra gli ostacoli naturali, e vento tra i capelli. Mio padre mi insegnò a compiere i primi giri di pedale nell’aia di una cascina, guidandomi mentre barcollavo procedendo su un terreno irregolare.
Mi ribaltai per la prima volta su questa bici. Mi ricordo ancora della prima volta che mio padre letteralmente mi lanciò, provando il primo e orgoglioso moto violento di guidare e pedalare da solo, senza le rotelline altrimenti provvidenziali fino poco prima. Ero colmo di fiducia, estasiato, procedendo indipendente sul prato. Fino a quando non caddi. E rimasi perplesso, a gambe all’aria nel prato, con lo sguardo rivolto verso un cielo estivo color indaco. E piansi, come un bambino è avvezzo fare quando è frustrato e deluso. Non è semplice, procedere in equilibrio solo su due ruote. Ma se il mio vicino di casa di sei anni procedeva già sicuro salendo e scendendo dalla rampa del garage, allora, dannazione, io sarei riuscito prima o poi a fare un giro intorno al quartiere senza conficcare i miei denti nell’asfalto. Leggi tutto “Educazione elementare”

Si parte

Con questa nuova “avventura”, un’idea che ronzava per la testa da tempo. Un’idea che aspettava solo d’essere realizzata, trascurando le modalità.
Ora, finalmente, prende corpo sotto forma di un blog, di uno vero. Avevo già un blog inserito nel mio sito personale, giunto alla terza versione un paio di anni fa.
Già da un paio di mesi ho fatto partire un altro progetto sperimentale, un portale dedicato agli splendidi itinerari in mountain bike che offre la Val Curone, in provincia di Alessandria, dove risiedono le mie radici. Leggi tutto “Si parte”